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BASILEA, FINALE COPPA DELLE COPPE: IO C'ERO16/05/2020

16/05/1984 Juventus - Porto 2-1
BASILEA, FINALE COPPA DELLE COPPE: IO C'ERO

Trasferta indimenticabile: tre giorni di vacanza meravigliosi grazie ad uno splendido soggiorno a Lucerna mentre la finale si gioca al St. Jakob Stadium di Basilea dove va in scena la sfida tra la Juventus, alla sua seconda finale europea consecutiva dopo quella di Coppa Campioni, e data ampiamente per favorita dai pronostici della vigilia, e il Porto, al contrario giunto tra alti e bassi alla prima finale confederale della sua storia.
Tutto succede nel primo tempo. Al 13' Vignola, servito da Platini su azione di contropiede, parte palla al piede poco oltre la metà campo, e una volta arrivato senza pressione avversaria al limite dell'area lusitana, con un sinistro a incrociare dalla distanza infila l'incerto Zé Beto portando in vantaggio i bianconeri. Un minuto prima della mezz'ora, alla prima vera sortita offensiva dei Dragões, Antonio Sousa trova il momentaneo pareggio, ricevendo la sfera al termine di uno scambio tra Gomes e Frasco, e lasciando partire di prima intenzione un tiro a effetto dalla lunetta dell'area di rigore che, rimbalzando a terra, mette fuori causa Tacconi.
La situazione di parità dura appena una decina di minuti. Già al 39', sugli sviluppi di un calcio d'angolo, Boniek potrebbe riportare avanti i torinesi, ma la sua conclusione a botta sicura, dopo un'uscita a vuoto di Zé Beto, è respinta da Lima Pereira. Tuttavia due minuti dopo è lo stesso polacco, pescato in area da un lancio di Vignola — riserva "di lusso" nelle gerarchie bianconere, ma emerso tra i migliori elementi della Vecchia Signora in questo finale di stagione —, a controllare, resistendo alla pressione di Joao Pinto e Zé Beto, e depositare in rasoterra il pallone del 2-1: l'estremo difensore portoghese protesta per un presunto fallo dello juventino, non ravvisato dall'arbitro tedesco-orientale Prokop.
Prima della fine del tempo, c'è ancora spazio per la più nitida occasione del Porto per tornare sul pari, ma Tacconi è autore di un doppio intervento da applausi prima su Gomes e poi su Pacheco. Nella seconda frazione, giocata sotto una pioggia battente, al 55' Lima Pereira commette un fallo da rigore su Platini, non sanzionato da Prokop per la norma del vantaggio, ma la successiva conclusione di Brio a tu per tu con Zé Beto viene sventata.
Con il passare dei minuti i lusitani aumentano gli sforzi alla ricerca del pareggio, mettendo sotto pressione la retroguardia italiana (decisivo in questa fase un salvataggio di Tardelli su Vermelhinho) senza però riuscire a scardinarla; dall'altra parte, la Juventus contiene gli attacchi avversari giocando prettamente di rimessa. All'82' l'arbitro giudica involontario un tocco di mano in area di Scirea, mentre tre minuti dopo i piemontesi falliscono l'occasione per chiudere la gara, con Rossi il quale, imbeccato da Boniek, si fa respingere la prima conclusione da Zé Beto, e sul favorevole rimpallo non riesce a trovare la porta. La situazione non cambia fino al triplice fischio, quando l'indimenticato capitano Gaetano Scirea solleva la prima e unica Coppa delle Coppe della squadra bianconera, vinta inoltre da imbattuta nell'arco dell'edizione.

Questa la formazione della Juventus:
1 Tacconi, 2 Gentile, 5 Brio, 6 Scirea, 3 Cabrini, 8 Tardelli, 4 Bonini, 7 Vignola, 10 Platini, 9 Rossi, 11 Boniek - sostituzioni: 13 Caricola - All. Giovanni Trapattoni

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